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	<title>Frasieauguridinatale.com &#187; calza</title>
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	<description>La magia del sereno natale</description>
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		<title>LA BEFANA</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Aug 2008 14:49:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>devilio</dc:creator>
				<category><![CDATA[leggende di natale]]></category>
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		<description><![CDATA[<img src="http://www.frasieauguridinatale.com/wp-content/uploads/2008/08/befana.jpg" alt="befana" title="befana" width="463" height="153" class="alignnone size-full wp-image-198" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>LA BEFANA</h1>
<p>La Befana, (termine che è corruzione di Epifania, cioè manifestazione) è nell’immaginario collettivo un mitico personaggio con l’aspetto da vecchia che porta doni ai bambini buoni la notte tra il 5 e il 6 gennaio, festa appunto dell&#8217;Epifania che segue il Natale e che commemora la visita dei Magi a Gesù.<br />
La sua origine si perde nella notte dei tempi, discende da tradizioni magiche precristiane e, nella cultura popolare, si fonde con elementi folcloristici e cristiani: la Befana porta i doni in ricordo di quelli offerti a Gesù Bambino dai Magi.</p>
<p>L’iconografia è fissa: un gonnellone scuro ed ampio, un grembiule con le tasche, uno scialle, un fazzoletto o un cappellaccio in testa, un paio di ciabatte consunte, il tutto vivacizzato da numerose toppe colorate. Si rifà al suo aspetto la filastrocca (la Befanata) che viene recitata in suo onore:</p>
<p>La Befana vien di notte<br />
con le scarpe tutte rotte<br />
col cappello alla romana<br />
viva viva la Befana!</p>
<p>Nella notte tra il 5 e il 6 gennaio, a cavalcioni di una scopa, sotto il peso di un sacco stracolmo di giocattoli, cioccolatini e caramelle (sul cui fondo non manca mai anche una buona dose di cenere e carbone), passa sopra i tetti e calandosi dai camini riempie le calze lasciate appese dai bambini. Questi, da parte loro, preparano per la buona vecchia, in un piatto, un mandarino o un’arancia e un bicchiere di vino. Il mattino successivo insieme ai regali troveranno il pasto consumato e l’impronta della mano della Befana sulla cenere sparsa nel piatto.<br />
Nella società contadina e preindustriale, salvo rari casi, i doni consistevano in caramelle, dolcetti, noci e mandarini, insieme a dosi più o meno consistenti (a insindacabile giudizio della Befana) di cenere e carbone, come punizione delle inevitabili marachelle dell’anno.<br />
La Befana, tradizione tipicamente italiana, non ancora soppiantata dalla figura “straniera” di Babbo Natale, rappresentava anche l’occasione per integrare il magro bilancio familiare di molti che, indossati i panni della Vecchia, quella notte tra il 5 il 6 gennaio, passavano di casa in<br />
casa ricevendo doni, perlopiù in natura, in cambio di un augurio e di un sorriso.<br />
Oggi, se si indossano gli abiti della Befana, lo si fa per rimpossessarsi del suo ruolo; dispensatrice di regali e di piccole ramanzine per gli inevitabili capricci di tutti. Dopo un periodo in cui era stata relegata nel dimenticatoio, ora la Befana sta vivendo una seconda giovinezza, legata alla riscoperta e alla valorizzazione delle antiche radici e della più autentica identità culturale.</p>
<p>Studiosi delle tradizioni etnico-popolari fanno notare come la Befana, al contrario di Gesù Bambino e Santa Lucia, conservi anche un tratto ambiguo, quasi da strega. Come tutte le tradizioni, anche la befana si può analizzare con le tecniche storico-archeologiche, cercando di scavare gli strati delle varie epoche per arrivare alle tracce di quelle più antiche.</p>
<p>La befana potrebbe avere una qualche parentela con la &#8220;vecchia&#8221; che si brucia in piazza per festeggiare la fine dell&#8217;anno: un simbolo della ciclicità del tempo che continuamente finisce e ricomincia. è un simbolo antico e pagano che suggestiona anche noi moderni dell&#8217;era tecnologica. E la tradizione della &#8220;vecchia&#8221; non è diffusa solo nelle zone in cui la befana distribuisce i suoi doni. è molto presente anche nel nord Italia. è infatti una tradizione dei popoli celtici, che erano insediati in tutta la pianura padana e in parte delle Alpi. I Celti celebravano strani riti (officiati da maghi-sacerdoti chiamati druidi) durante i quali grandi fantocci di vimini venivano dati alle fiamme per onorare divinità misteriose. Divinità che non dovevano essere molto benigne, se è vero quanto riferiscono alcune fonti: in epoche antiche e feroci, all&#8217;interno dei fantocci si legavano vittime sacrificali, animali e, talvolta, prigionieri di guerra.</p>
<p><strong>UNA LEGGENDA SULLA BEFANA</strong><br />
Un giorno, i Re Magi partirono carichi di doni (oro, incenso e mirra) per Gesù Bambino. Attraversarono molti paesi guidati da una stella, e in ogni luogo in cui passavano, gli abitanti accorrevano per conoscerli e unirsi a loro. Ci fu solamente una vecchietta che in un primo tempo voleva andare, ma all’ultimo minuto cambiò idea, rifiutandosi di seguirli. Il giorno dopo, pentita, cercò di raggiungere i Re Magi, che però erano già troppo lontani. Per questo la vecchina non vide Gesù Bambino, né quella volta né mai. Da allora ella, nella notte fra il cinque e il sei Gennaio, volando su una scopa con un sacco sulle spalle, passa per le case a portare ai bambini buoni i doni che non ha dato a Gesù.</p>
<p><a href="http://www.letturegiovani.it/semprenatale/Natale/tradizioni.htm#REGALI%20DI%20NATALE">FONTE</a></p>
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